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« Si trasformano in piccoli diavoli »: ecco perché i vostri figli sono più docili dagli altri secondo gli psicologi

By Alfonsina Strada , on 12 Gennaio 2026 à 12:11 - 3 minutes to read
scopri perché, secondo gli psicologi, alcuni bambini si trasformano in piccoli diavoli mentre altri sono più docili. approfondimenti sul comportamento infantile e consigli utili per genitori.

Gli insegnanti parlano di bambini educati, i nonni lodano la calma, ma a casa gli stessi piccoli si scatenano come peperoncini nell’olio bollente. Il contrasto sorprende, stanca, a volte ferisce. Eppure, spiegano gli psicologi, questa doppia faccia è spesso il segnale più sano che il legame in famiglia funziona.

«Si trasformano in piccoli diavoli»: cosa significa davvero

Quando un bimbo esplode fra le mura domestiche sta mostrando il suo lato più crudo perché sa di essere al sicuro, un po’ come la pasta che finisce la cottura all’ombra di una buona salsa. L’ambiente familiare offre la Gemütlichkeit che permette di liberare tutte le emozioni, pure quelle meno carine. Con gli altri adulti, invece, prevale il bisogno di fare bella figura, esattamente come un piatto servito in sala deve apparire impeccabile.

Il ruolo dell’attaccamento sicuro secondo gli psicologi

Lo schema è stato descritto già nel 1969 dalla canadese Mary Ainsworth con la celebre “Strange Situation”. Bambini sereni accanto alla madre, prudenti con l’estranea, in ansia quando restano soli: più il legame è robusto più la differenza di comportamento si accentua. Succede lo stesso nel 2026 nelle aule di Praga o di Palermo, segno che la ricetta resta invariata.

La professoressa Vanessa LoBue ha ripreso questi dati ricordando che un figlio testato a casa sa di trovare consolazione. Fuori, la mancanza di questo cuscino emotivo lo porta a contenersi come un soufflé che non vuole collassare. Non è ipocrisia, è autoregolazione provvisoria.

Perché i bambini testano i limiti in famiglia

Lo psicologo John Duffy parla di “palestra emotiva”. Il bimbo allunga la mano, tocca i confini, proprio come si assaggia il sale nella zuppa: troppa fermezza brucia, troppa indulgenza rende insipido. Sperimentare i limiti sotto lo sguardo di chi ama significa allenarsi a gestire frustrazione e indipendenza senza pagare un conto salato.

Dal tavolo della cucina alla classe: due ambienti opposti

La casa odora di ragù domenicale, la scuola di gesso e regole. Cambia il profumo e cambia il copione: l’insegnante rappresenta l’estranea della “Strange Situation”, quindi il comportamento si fa più disciplinato. In cucina, invece, la voce si alza, si tamburella sul tavolo, si piange magari per una forchettata di broccoli.

Lo confermano le osservazioni di Nancy Gnass: i bambini sanno che l’amore domestico non evapora se esplode un capriccio, mentre temono ancora il giudizio dei pari. Ecco perché il confronto fra genitori (“Perché con la maestra obbedisci?”) è spesso poco utile e un po’ brucia, come pepe versato a occhi chiusi.

Cosa fare quando il piccolo diavolo arriva a cena

Primo passo, respirare e ricordare che l’eruzione è la prova di un legame saporito. Guardare l’orologio interno del bimbo: fame, stanchezza, rumore possono trasformare un angioletto in peperoncino calabrese. Un piatto di carote al vapore non placherà la rabbia se il serbatoio emotivo è vuoto.

Secondo passo, offrire limiti chiari come confini di pasta sfoglia: sottili ma resistenti. Una regola detta col sorriso bavarese “Bitte, adesso si spegne il tablet” pesa meno di un urlo. Terzo passo, far gustare la riparazione: un abbraccio, un impasto fatto insieme, bastano a chiudere il ciclo emotivo.

In fondo, educare è come stendere una pizza: serve pressione, ma anche elasticità, altrimenti l’impasto si strappa. Domani, lo stesso bambino tornerà docile in classe e forse terrà testa solo a voi. È il prezzo—dolce, piccante, necessario—dell’amore che nutre.

A 38 anni, sono una geek dichiarata e appassionata. Il mio universo ruota attorno ai fumetti, alle ultime serie TV di culto e a tutto ciò che fa battere forte il cuore della cultura pop. Su questo blog vi apro le porte del mio piccolo ‘regno’ per condividere con voi i miei highlight personali, le mie analisi e la mia vita da collezionista

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